domenica 3 ottobre 2010

La parola è dolore

Appena finito di leggere i diari di V.Woolf. Ho un senso di inutilità e tristezza che mi inonda gli occhi. Non è proprio tristezza, sono malinconicamente appagata dalla lettura, perchè credo già di amare questa scrittrice, a modo mio e perchè la lettura mi chiude in un mondo vellutato, così profondamente lontano dal resto del mondo, che ora non sopporto.
Ho solo molto desiderio di solitudine e l'unica attività a cui vorrei dedicarmi è la lettura. Inizierò "Orlando" e poi seguirò per "Le cose che accadono" e magari farò un po' di pausa con la Mitologia Greca, come mi ero promessa, per poi ritornare alla Woolf con "Gita al Faro".
Mi alzo dal divano dopo ore di immersione nelle parole, ancora con le lacrime agli occhi , da questo sentimento strano, che non riesco a descrivere, vado al bagno (...) e scoppio in sighiozzi, seduta sul water. La scena, vista dal di fuori, mi fa sorridere, ma continuo a singhiozzare. E' tragicomica. Il water, il rumore dell'urina sul fondo, il dolore del pianto.
Decido di mettermi al pc a scrivere queste poche righe, ma sento di non saperlo fare, è come se avessi "libri da dire", ma non avessi la consapevolezza della capacità. E questo mi blocca ed il senso di inutilità, di sentirmi una formica sotto un camion, aumenta. Poi penso "chisenefrega" e semplicemente sfogo le "scritte" che mi si presentano nella mente. Perchè ogni volta che vorrei dire qualcosa, prima mi si forma come una foto, come un'immagine in testa, e prendono forma le parole, in nero, sul foglio bianco. La penna credo sia una stilografica.
Vuoto allo stomaco, tremolìo delle mani, nausea e sussulti, forse è solo il periodo di ovulazione che mi scombussola così. Che mi fa sentire una bambina sola, che mi commuove alla vista di un cucciolo di cane (come iersera, in mezzo ad una festa di una ventina di persone, con tanta alta musica...)
E tutte le stranezze che mi fa provare, sempre il periodo pre-mestruale (?): come il desiderio di trovarsi in quello stato d'animo di Alice nel paese delle meraviglie, quando legge sotto un ciliegio e cade nel turbinìo dolce e soffice del sonno. E i sogni si fanno realtà.
...
La pagina sarebbe un continuo tentennare di puntini di sospensione , se volessi essere precisa nello spiegare... e non avrebbe un'immagine adatta a sintetizzare tutta questa confusione. Non sarebbe nera nè bianca, ma nemmeno grigia o delle sfumature infinite di grigio. Nè perla, nè antracite. La lascio così. Lascio posto solo alle parole.

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