martedì 2 novembre 2010

Così come viene

Arriva il flusso di coscienza a cui devo dar voce, quella che, come un uragano, distrugge tutto: le certezze, le illusioni, le piccole gioie custodite.
Se scrivo, non è certo per elencare il centinaio di libri che ho acquistato o per descrivere le cavità che ha esplorato la mia lingua. Se scrivo è solo per distruggere. Distruggere il disturbo, il fastidio del peso che sento con una puntualità innaturale, in certi momenti della vita. Scrivo per cercare di alleggerirlo, questo peso, per digerirlo e accettarlo come si accetta un figlio "disturbato".
Spiegarlo non ha senso, non è nemmeno utile, è come la ricerca della "trama perfetta" per uno scrittore; non è forse più interessante l'aspetto psicologico del protagonista?
Amore. Una parola che non posso leggere, una parola che non sopporto, troppo abusata, troppo derisa, troppo confusa, troppo astrusa. Amore e Affetto: due mondi paralleli. Chi ama, lotta. E lotta contro l'amato, il suo nemico più sanguinario. L'affetto protegge, è consapevole dei propri limiti. Come possono tutte le coppie del mondo, pesare un rapporto così "semplicemente"? Perchè io vedo il "complicato", dove tutti vivono il "sereno"?
Perchè io vedo la situazione gioiosa e divertente (un ritrovo in famiglia con tanto di bambini), dove la noia fa scappare le ragazze di ogni età? E perchè, al contrario, scappo dove le sbarbatelle rimangono? Scappo dalle discoteche, dai bar, dove le ragazze bevono per tutta la sera, come fossero camionisti, ma senza scopo, senza ragioni alcune. Mentre se decido di assaporare l'ebbrezza del vino, l'incorono condividendo le grazie con l'uomo.
Ma cosa vuole realmente un uomo? Una donna che sia specchio solo delle sue doti? La donna è lo specchio di un uomo, scriveva Francesca Woodman su di una foto...
Preferirei essere il suo diario, la pagina a cui confidare le debolezze, i segreti, le domande, i dubbi.
Ma noi siamo troppo forti per tutto questo, troppo perspicaci, troppo intelligenti, troppo sagge, troppo critiche, troppo mature. Va tutto bene finchè si esaltano i loro muscoli, la grandezza del pene, le capacità amatorie. Il resto può anche non esserci. Per i problemi ci sono le amiche (di cui non si conosce nemmeno il nome), per sfoggiare la posizione kamasutra della sera prima, ci sono i 4 amici al bar ( di cui si conosce a malapena il nome), per provare la posizione kamasutra a pg.50 c'è la fidanzata ( e qui se si sbaglia il nome è un vero casino). Ed ecco riassunta la "coppia tipo", quella di cui tutte le zabette spettegolano, riscoprendosi poi una di loro...


(foto di Francesca Woodman)

Nessun commento:

Posta un commento